Trecase

Trecase è il più piccolo dei comuni alle pendici del Vesuvio. La zona di Trecase, assieme a Boscotrecase e Boscoreale, era già nota ai tempi dei romani che la chiamarono pagus augustus felix suburbanus – pagus in latino voleva dire villaggio. Con la famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C., quella che distrusse Pompei, il territorio venne però sepolto da lapilli e cenere.

casa setaro, premi, caprettone spumante, vesuvio, piedirosso, lacryma christi, aglianico, vigne vesuvioNotizie successive risalgono all’anno Mille, quando il territorio di Trecase faceva parte del Ducato di Napoli. Un paio di secoli dopo, per decisione di Federico II di Svevia, questa stessa zona divenne riserva di caccia reale, prendendo il nome di Sylva Mala. Nel 1337 Roberto d’Angiò, re di Napoli, su richiesta della moglie Sancia, donò la riserva a tre monasteri napoletani.

 

Il nome di Trecase si può ricondurre proprio a questo fatto: quando le prime case si svilupparono qui, attorno al 1500, infatti, gli abitanti del villaggio dovevano pagare le loro imposte fondiarie ai tre monasteri. Il borgo ebbe un’ulteriore espansione nella seconda metà del 1500, e a questo periodo risale la chiesa barocca intitolata a S. Maria delle Grazie, eletta a parrocchia da papa Sisto V, punto di riferimento non solo per Trecase ma anche per gli altri piccoli villaggi vicini.

 

Più tardi, nel 1700, Trecase divenne zona di villeggiatura per le famiglie nobili napoletane che costruivano qui le loro residenze estive – in particolare Villa Langella, Filippone, Lebano e Ruta.